I suggerimenti per la soluzione delle tante richieste dei cittadini

Dopo La riforma del sistema elettorale, che attribuisce nuovi poteri esecutivi e legislativi in carico ai rappresentanti politici democraticamente eletti, mi permetto di evidenziare le tante richieste dei cittadini, cercando inizialmente, di riassumere alcuni suggerimenti relativi alle possibili soluzioni sulle quali occorre lavorare.

E’ importante, evidenziare la necessaria consapevolezza sugli effetti prodotti dalla variazioni dei costi di bilancio, in relazione all’introduzione di nuove norme o alla modifica di quelle esistenti. Le stesse, dovrebbero prevedere una copertura finanziaria, altrimenti, potrebbero trasferire alle future generazione solo dei debiti. Ritengo però necessario, senza proclami propagandistici, orientare tutte le nostre forze e capacità per lavorare su quelle che dovrebbero essere le priorità per il paese, riassumendo inizialmente alcune proposte. Successivamente cercherò di svilupparle più concretamente  vari argomenti in relazione agli sviluppi politici e magari grazie all’aiuto volontario di chi  vorrà con mio enorme piacere contribuire:

La riduzione dei costi della politica, intrinseca nella riforma stessa con l’applicazione del nuovo sistema elettorale

Una nuova politica di sviluppo basata su:

1) nuove norme per la creazione di nuovi posti di lavoro nello sviluppo delle attività turistiche
2) nuove norme in aiuti alle piccole, medie e grandi imprese che lavorano sul territorio italiano
3) nuove norme in aiuto al commercio, all’artigianato e alle libere professioni
4) nuove norme a tutela dei prodotti e della manodopera italiana
5) nuove norme a tutela del patrimonio italiano

Una maggiore equità sociale basata su;

1) La rivalutazione delle pensioni minime e la riduzione delle pensioni massime non corrisposte secondo adeguati versamenti contributivi.

2) L’adeguamento degli stipendi inferiori ai 2.000,00 euro

3) L’introduzione di norme che premino l’impegno, il risultato e le capacità individuali e/o di gruppo dei lavoratori pubblici e privati.

4) L’introduzione del principio di reciprocità tra l’impegno dell’impresa e quello del lavoratore nella tutela del posto di lavoro pubblico e privato.

5) L’introduzione di norme facoltative di partecipazione agli utili da parte dei dipendenti.

6) L’attuazione di criteri meritocratici, finalizzati a nominare e promuovere qualsiasi lavoratore pubblico o privato, in applicazione di procedure basate su: risultati ottenuti, consensi di categoria o  responsabilità del preponente gerarchico.

L’introduzione di nuove normative che disciplinano i rapporti economici degli enti pubblici e/o con i privati.

1) I termini e i modi di pagamento.

2) L’introduzione del codice di compensazione e del codice di sospensione per i crediti con gli enti pubblici o tra privati.

3) La compensazione dei capitolati di spesa della pubblica amministrazione.

4) La verifica della spesa pubblica, utilizzando criteri di valutazione dei corrispettivi spesi, con comparazioni qualitative ed economiche dei costi di mercato, relativi agli stessi costi di servizi o acquisti effettuati, offerti da società concorrenti.

5) L’introduzione di nuove normative che attribuiscano la responsabilità personale e patrimoniale in attribuzione agli sprechi e alla cattiva gestione della spesa pubblica.

La modernizzazione della formazione scolastica.

La modernizzazione del sistema sanitario.

La modernizzazione del sistema giudiziario con la modifica e l’introduzione di norme che garantiscano una più equa e tempestiva risposta alle richieste di giustizia dei cittadini.

La modernizzazione dei poteri e degli strumenti investigativi delle forze dell’ordine.

Sera del 15 maggio 2012  inizio a sviluppare i seguenti temi: 

I suggerimenti per la soluzione  alle tante richieste dei cittadini

Una nuova politica di sviluppo basata su:

1) nuove norme per la creazione di nuovi posti di lavoro nello sviluppo delle attività turistiche

Tra le grandi priorità per il nostro paese, oltre all’importantissima conservazione dei posti di lavoro già esistenti che vedremo in seguito, occorre provare a sviluppare idee nuove per nuovi posti di lavoro.

La mia introduzione, ha esaltato solo in parte le bellezze del nostro amato paese, dalle quali dobbiamo trarre fonti vitali per la costruzione di nuovi posti di lavoro che mirino ad incrementare il turismo.

Riflettiamo prima su questi dati; L’Italia risulterebbe essere già il 5 (il quinto ) paese più visitato al mondo con circa 42 milioni di turisti all’anno, eppure i nostri cugini Francesi risulterebbero essere il 1( primo ) con 75 milioni di visitatori.  Ora, pensiamo che i paesi in via di sviluppo sono quelli del BRIC ( Brasile, Russia, India e Cina ), eppure, sembrerebbe che la percentuale di turisti Cinesi sia del 1,8% circa e quella Russa del 2,1% e pressoché irrisorie le percentuali di turisti Brasiliani e Indiani.

I nostri amici dei paesi del BRIC, sono un numero molto considerevole e per colpa di una politica Europea poco conservatrice del nostro lavoro, stanno mettendo in grave difficoltà la  nostra manodopera.

Consideriamo però gli aspetti positivi di questa prima analisi, perché il nostro paese, senza nulla togliere ai loro è nell’insieme più ricco di risorse turistiche. Inoltre, il numero dei potenziali visitatori dei paesi del BRIC è in via di sviluppo, con numeri molto considerevoli che si aggiungono ai tanti possibili turisti degli altri stati.

Provo ad usare un pò di buon senso e riflettere su cosa si dovrebbe fare per incrementare il lavoro nel turismo.

Ritengo che vi siano delle iniziative da intraprendere complementari tra loro:

1) TUTELA DEL TURISTA  vuol dire; l’introduzioni di norme che tutelino il turista da truffe e malcostumi con sanzioni severissime per i trasgressori.

2) MAGGIORE SICUREZZA ‘ vuol dire; contrastare la microdelinquenza, garantendo il carcere a chi commette reati. L’Italia è un paese piccolo e deve diventare il paese più sicuro del mondo. Le nostre forze dell’ordine sono le migliori,  come anche la nostra qualificata magistratura, che è  sicuramente determinata a dare il proprio contributo nel garantire finalmente una maggiore legalità. Solo  tutti insieme; cittadini, politica, forze dell’ordine e magistratura, possiamo combattere l’omertà, il malcostume e pretendere ed ottenere maggiore sicurezza.

Questi due primi aspetti, sono importanti per dare prima di tutto la tanto acclamata sicurezza prima ai cittadini italiani e di conseguenza allo sviluppo nel paese di  quella necessaria legalità che permetta di essere considerati un esempio di civiltà nel mondo.

3) SBUROCRATIZZAZIONE E SVILUPPO DELLE ATTIVITÀ’ TURISTICHE vuol dire; dobbiamo incentivare lo sviluppo del turismo prediligendo le iniziative personali e delle piccole e medie imprese. Occorre in ogni Regione, creare velocemente una mappatura delle possibili risorse turistiche ( musei, monumenti, siti archeologi, castelli, fabbriche dei grandi marchi e prodotti italiani, feste tradizionali, locali caratteristici, spiagge, ristoranti con piatti tipici ), informatizzarle e pubblicizzarle con adeguati strumenti nel mondo. Ai potenziali turisti, dovranno essere offerte oltre alle tradizionali e conosciute città d’arte, altre importanti mete con  itinerari che uniscano sinergicamente le varie risorse presenti in ogni nostra Regione.

Concretamente come facciamo a dare più posti di lavoro?,  Si dovrà pianificare un “Regolamento per lo sviluppo turistico”, dando dei parametri ai quali attenersi secondo le attività che si intendono sviluppare.  Le stesse, nel rispetto di tali parametri, dovranno prevedere procedimenti autorizzativi molto semplici, mediante comunicazione agli uffici competenti nel comune in cui si esercita l’attività.

 Per incrementare il numero dei posti di lavoro, dobbiamo con un pò di fantasia, rivalutare quello che già abbiamo, costruendo attorno ad esso attrattive turistiche complementari tra loro.

Vi illustro degli esempi che potrebbero essere sviluppati per diversi settori turistici:

Un castello, un sito, un museo; offre lavoro a qualche custode e  guida. Noi, dobbiamo far rivivere il luogo con rappresentazioni storiche, con lavoratori che indossano costumi d’epoca che a loro volta saranno confezionati da sartorie italiane. Nel luogo, dobbiamo vendere gadget che rappresentano la storia raccontata, possibilmente prodotti in italia, creando anche nei locali limitrofi atmosfere caratteristiche.  L’Italia, non si deve trasformare in una carnevalata quotidiana ma, dobbiamo sfruttare professionalmente la nostra storia e far vivere al turista delle visite  interattive, creando, da una parte maggiore interesse e partecipazione, dall’altra più posti di lavoro.

Le nostre tantissime feste sparse su tutto il territorio nazionale devono essere rivalutate e in ogni regione le più caratteristiche dovranno diventare delle  mete conosciute dai turisti.

Dobbiamo rivalutare anche le tante piccole e grandi aziende italiane che producono;   i nostri cibi caratteristici, i  marchi più prestigiosi della nostra moda, dell’oreficeria, delle auto,  trasformandole in mete turistiche le stesse aziende, nelle quali, si illustrerà la qualità del made in italy, incentivando l’acquisto dei nostri prodotti e offrendo così possibilità di rivalutare  diverse aziende oggi in crisi.

E’ oltremodo importante insegnare bene le lingue straniere nelle scuole educando i ragazzi al rispetto delle cose comuni e del turista, mantenere le strade pulite, come tutte le nostre risorse naturali; mari, coste e i parchi, inserendo nuove norme che sanzionino severamente i trasgressori.

L’Italia deve riuscire ad incrementare il turismo dal 12% del PIL al 24% in tre anni.

Sera del 18 maggio 2012  continuo a sviluppare i seguenti temi: 

I suggerimenti per la soluzione  alle tante richieste dei cittadini

2) nuove norme in aiuti alle piccole, medie e grandi imprese che lavorano sul territorio italiano
3) nuove norme in aiuto al commercio, all’artigianato e alle libere professioni

Premetto che, solo con una sinergia tra persone capaci, di buon senso e competenti nelle materie da affrontare  si possono sviluppare e proporre le tante soluzioni attese dai cittadini.

Non dobbiamo però, celarci dietro i complicati stati dell’arte giuridica delle materie da affrontare, perché, ritengo doveroso che le persone capaci e di buon senso, devono saper individuare i problemi, proporre delle soluzioni semplici, alle quali, in uno stato democratico, le persone competenti devono individuare le più adeguate proposte normative per l’applicazione di talune necessità e richieste.

Molte possibili soluzioni sono complementari ad altre di diversa fattispecie, ma proviamo ad iniziare individuando alcune importanti necessità.

Lo stato e di conseguenza ogni ente pubblico, pretende un giusto rigore nel pagamento dei tributi ad esso dovuti.

Benissimo, lo stato e ogni ente pubblico per pretendere con un principio di equità, deve dimostrare reciprocità di rigore.

Pertanto, dobbiamo modificare i codici di compensazione e introdurre i codici di sospensione.

I nuovi codici di compensazione dovranno disciplinare i rapporti di credito delle persone fisiche e giuridiche, nei confronti dello stato e/o di un ente pubblico. Le norme, dovranno prevedere procedimenti semplici per compensare i crediti con i debiti ad essi dovuti.

I codici di sospensione dovranno invece disciplinare i rapporti di credito e debito tra  i privati, siano essi persona fisica che giuridica. Il creditore di un corrispettivo da parte di un soggetto privato,  dovrà poter sospendere per un periodo determinato, il pagamento dei tributi di competenza per il corrispettivo relativo all’operazione commerciale oggetto dell’insoluto. Alla scadenza del periodo determinato, il codice di sospensione potrà:

– 1) annullarsi a seguito dell’adempimento delle obbligazioni del soggetto privato moroso

– 2)  trasformarsi in un codice di compensazione qualora per motivi temporali i tributi ad essi dovuti  erano stati pagati in tutto o in parte

  Continuo successivamente……………buona notte

Sera del 20 maggio 2012  continuo a sviluppare i seguenti temi: 

Modifico alcuni suggerimenti relativi alla suddivisione dei contratti nella sera

del 5 giugno 2012

I suggerimenti per la soluzione  alle tante richieste dei cittadini

2) nuove norme in aiuti alle piccole, medie e grandi imprese che lavorano sul territorio italiano
3) nuove norme in aiuto al commercio, all’artigianato e alle libere professioni

L’evoluzione  della finanza e di tutte le attività ad  essa correlate, ha determinato l’aumento di società private che sono riuscite ad accentrare un enorme potere economico, ramificato in diversi settori industriali, commerciali e finanziari.

Nel passato, vi era una  maggiore distribuzione di tali poteri, suddivisi in tante aziende, dietro alle quali  le capacità personali dei titolari  e dei loro collaboratori, aveva permesso uno sviluppo sinergico delle loro attività. Tutti, con impegno, iniziativa, fortuna, capacità e volontà  erano riusciti ad ottenere dei soddisfacenti risultati economici.

Oggi, la globalizzazione ha caratterizzato l’accentramento di molti poteri economici, determinando delle variazioni oggettive del nostro vivere quotidiano, ma  soprattutto nelle attività lavorative in genere. Le attuali norme, non garantiscono più l’applicazione di criteri e metodi equi che garantiscano i reciproci interessi.

La nostra vita quotidiana, sia personale che lavorativa, ci impone la necessità di concludere dei rapporti giuridici facendo ormai uso quotidiano dei “contratti”. Gli stessi dovrebbero essere l’accordo tra due o più soggetti, definite le parti del contratto, le quali possono  produrre effetti giuridici (ossia costituire, modificare o estinguere rapporti giuridici), costituendo un atto giuridico o, più precisamente, un negozio giuridico bilateriale o plurilaterale.

Ma è proprio cosi? nel nostro vivere quotidiano quando necessitiamo di un contratto, possiamo veramente definirlo un accordo tra le parti? o spesso ci viene presentato un contratto già stabilito, sul quale non possiamo avere nessun potere contrattuale o decisionale salvo quello di non accettarlo?

Non è mia intenzione, denigrare tutti i contratti che ci propongono, perché riconosco che alcuni sono equi e di buon senso, ma spesso non è così.

Allora, per aiutare i cittadini, le imprese, il commercio e le libere professioni occorre anche in questa circostanza riconoscere lo stato dell’arte giuridica che disciplina i contratti e modificarla nell’interesse reciproco delle parti, con regole blindate, eque e di buon senso, alle quali, entrambi i contraenti si devono attenere. Si dovrà ovviamente, prevedere la possibilità di una personalizzazione del contratto in relazione alla natura dell’oggetto da contrattualizzare, eliminando però la possibilità di costituire le cosiddette clausole vessatorie.

Si dovranno  definire tutta una serie di contratti che dovrebbero a mio parere, acquisire  alcune  peculiarità dei diritti reali, secondo cui si applica il principio di assolutezza e cioè, che possono essere fatti valere erga omnes, contro tutti  secondo canoni stabiliti dalla legge.

Prima di inoltrarmi nell’analisi delle varie tipologie contrattuali, che dovranno modificare e/o integrare le attuali leggi che già ne disciplinano l’uso, occorre evidenziare la complementare necessità di introdurre dei sistemi semplici ma certi, per tutelare le parti adempienti e sanzionare con modi e tempi altrettanto certi tutti i soggetti inadempienti.

Dobbiamo dividere i contratti in tre grandi categorie

1) I CONTRATTI INDISPENSABILI

2) I CONTRATTI NECESSARI

3) I CONTRATTI FACOLTATIVI

Tutti i contratti dovranno essere disciplinati secondo regole stabilite direttamente dalla legge, lasciando poca discrezionalità tra le parti in relazione alla natura del contratto medesimo;

Nella prima categoria dei  “CONTRATTI INDISPENSABILI” dovranno rientrare tutti quei rapporti giuridici oggi indispensabili per il nostro vivere quotidiano, quali:

– I contratti di servizi; dell’energia elettrica, del riscaldamento, dell’acqua, del telefono, dei servizi bancarie e assicurativi……

– I  contratti non scritti ma che fanno scaturire un rapporto giuridico anche di tipo patrimoniale; relativi all’uso di servizi pubblici, erogati direttamente dagli stessi enti  pubblici o da società in partecipazione e/o private, quali ad esempio: lo smaltimento dei rifiuti  o  l’occupazione del suolo pubblico sulle quali  il cittadino è tenuto inoltre a pagare le relative tasse…….

Nella seconda categoria dei “CONTRATTI NECESSARI” dovranno rientrare tutti quei rapporti giuridici oggi non indispensabili ma comunque necessari per il nostro vivere quotidiano, quali:

– I contratti commerciali tra privati e /o con enti pubblici, inerenti a tutti i settori produttivi, commerciali, professionali e artigianali attinenti a rapporti primari per lo svolgimento professionale delle attività,  i contratti di locazione ecc..

– I  contratti non scritti ma che fanno scaturire un rapporto giuridico anche di tipo patrimoniale; relativi all’uso di servizi pubblici, erogati direttamente dagli stessi enti  pubblici o da società in partecipazione e/o private, quali ad esempio; il servizio ferroviario, aereo, navale, il servizio postale……

Nella terza categoria quella dei “CONTRATTI FACOLTATIVI”, dovranno rientrare tutti quei rapporti giuridici necessari ma facoltativi, poiché non scaturiti da una necessità professionale. Gli stessi, avranno la peculiare funzione di tutelare il cittadino consumatore che si appresta ad acquistare un bene e/o un servizio, con condizioni  contrattuali di buon senso, che implichino una pari reciprocità di comportamento anche da parte del consumatore stesso.

Le tre grandi categorie dovranno essere disciplinate da norme specifiche e sottoposte a criteri di valutazione in relazione al grado di appartenenza.

Per i “CONTRATTI INDISPENSABILI” La valutazione della loro equità, nel rispetto delle norme che dovrebbero disciplinarne l’applicazione, dovrà essere sottoposta ad associazioni di categoria mediante studi legali e/o di consulenza.

Facciamo un esempio: i contratti di servizi dell’energia elettrica, del riscaldamento, della telefonia in genere, redatti secondo le norme, prima di introdurli nel mercato, dovrebbero essere reciprocamente approvati dagli enti e/o aziende proponenti e dalle associazioni di categoria, mediante i propri studi legali.

Le parti, attraverso gli stessi studi aziendali e/o di categoria nel caso delle fattispecie sopra poste ad esempio, saranno i garanti delle eque condizioni contrattuali, nel rispetto delle norme.

In caso di inadempienza di una delle parti, l’ente e/o l’azienda potrà rivalersi nei confronti del cittadino inadempiente tramite i propri studi legali, come reciprocamente, il cittadino potrà rivalersi nei confronti dell’azienda tramite gli studi legali di categoria e/o un proprio legale incaricato.

La novità della norma, dovrà consistere per tutte e tre le nuove grandi categorie dei contratti,  in una nuova e più ampia attribuzione dei poteri legali. Gli stessi, dovranno essere i  garanti dell’equità del contratto e dell’applicazione delle norme che ne disciplinano la funzione. Al legale, dovrà essere attribuito il potere di chiedere l’adempimento del contratto secondo procedimenti definiti, nonché la richiesta di esecuzione delle sanzioni, a carico del soggetto inadempiente senza il necessario ricorso al Giudice.

Le parti, successivamente agli atti legali, potranno sempre far ricorso al Giudice per  richiedere una sentenza finalizzata alla verifica del rispetto delle norme e dell’equità del provvedimento esecutivo del legale. In tali casi, l’attore proponente la verifica della sentenza legale, nel caso in cui soccomba al giudizio, dovrà pagare una multa e le spese processuali, in caso di vittoria, l’altra parte dovrà pagare il doppio di quanto ingiustamente sottratto oltre alle spese processuali.

Il fine della norma che disciplina l’applicazione delle nuove categorie dei contratti, dovrà prevedere: condizioni trasparenti ed eque, nuove e veloci procedure di risarcimento da parte delle persone inadempienti, nuovi e maggiori poteri delle figure professionali legali, la possibilità di ricorrere sempre ad una sentenza del Giudice in caso si ravveda una ingiusta applicazione della norma. Al fine di scoraggiare l’applicazione dei nuovi poteri legali in difformità di quanto stabilito dalla legge, il Giudice potrà applicare severe sanzioni a carico dei soggetti responsabili, sanzionando secondo procedure da definire anche il legale che abbia agito impropriamente.

La visione di questi nuovi poteri esecutivi attribuiti alla professione legale per i soli procedimenti civili, non ritengo che inverta l’importante è indispensabile ruolo del Giudice, il quale rimane il fulcro indipendente e garante, con la sentenza, della corretta applicazione delle norme. Bensì, potrebbe essere una strada che permetta di smaltire e ridurre le infinite cause che intasano la giustizia, garantendo così alle persone fisiche e giuridiche la risoluzione delle controversie in tempi più celeri.

Una giustizia civile veloce, sarà di grande aiuto alle persone e all’esercizio di tutte le funzioni lavorative nel suo complesso.


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