In data 11 giugno 2012 propongo una prima integrazione alle modifiche e funzioni dei sistemi elettorali, introducendo la trasformazione dei partiti in Movimenti o Associazioni politiche locali. Successivamente in data 7 agosto 2012 effettuo altre modifiche per dare maggiore rappresentanza agli enti locali. Ad agosto 2013, dopo aver studiato una possibile applicazione delle nuove funzioni politiche in sinergia con una necessaria revisione costituzionale, adeguo ulteriormente le funzioni medesime, proponendo con il massimo rispetto la revisione costituzionale.

Con la relativa integrazione, propongo nel rispetto dei principi della riforma il nuovo testo relativo:

LE MODIFICHE DEL SISTEMA ELETTORALE COMUNALE E LE NUOVE FUNZIONI POLITICHE

Il fallimento dei partiti nazionali, evidenziatosi con l’aumento dell’astensione al voto, ha ormai determinato non solo in Italia ma in tutta Europa  la sfiducia dei cittadini nelle politiche perpetrate in questi anni dai partiti. Gli stessi, attraverso linee guida nazionali, non hanno dato spazio a tutti quei politici che avrebbero voluto esercitare le proprie funzioni in relazione alle proprie capacità e convinzioni.

Il sistema partitico nazionale ha delineato troppe ingerenze e condizionamenti nelle scelte politiche, creando una visione della stessa politica, basata sullo scontro fine a se stesso e non sul confronto dei programmi e delle proposte. La condivisione dell’opinione di un avversario politico o di un programma proposto, sul quale sviluppare argomenti comuni nell’interesse dei cittadini è un fatto raro. I cittadini, hanno visto per troppi anni, dissolvere tempo e denaro in parole e liti, senza riuscire a risolvere le tante ed evidenti necessità  che il paese di volta in volta doveva affrontare.

La proposta di abolizione dei partiti politici nazionali così come oggi sono costituiti e strutturati, rimane una inevitabile conseguenza per riavvicinare i cittadini alla politica.

Sarà arduo compito dei partiti proporre la loro sopravvivenza con una trasformazione credibile ai cittadini.

Gli elettori devo essere considerati la parte attiva delle scelte politiche e non un bacino  per legittimare la propria candidatura fine a se stessa.

Nella proposta di Riforma del sistema elettorale Comunale ho introdotto il principio dell’auto candidatura, equiparabile in parte alla lista civica, introducendo però  molte importanti prescrizioni che di seguito vi riporto:

Il nuovo sistema elettorale comunale, non dovrà più prevedere i partiti come proponenti dei soggetti scelti alla candidatura di Sindaco, dovranno essere i cittadini che ritengono di avere delle adeguate capacità organizzative ed etiche, ad imprestarsi alla politica, auto candidandosi secondo quanto previsto nella seguente riforma.
I cittadini, dovranno essere messi in grado di valutare, condividere e legittimare con il voto, le capacità dei candidati, in relazione alla specificità e chiarezza dei loro programmi. Lo status di Sindaco avrà durata quinquennale e non potrà protrarsi per più di due candidature complessive.

Nel rispetto di quanto sopra definito, potrebbe risultare limitativo l’auto candidatura solo su propositi personali se pur auspicabili, importanti e necessari.

Ritengo pertanto nel rispetto dei principi della Riforma, che si potrebbe avere una trasformazione dei partiti nazionali, complessi, costosi e con strutture gerarchie troppo ingerenti nelle scelte da porre in atto per la soluzione dei tanti problemi locali, sviluppando  movimenti all’interno dei comuni, liberi o costituiti in associazioni politiche. Gli stessi, mantenuti volontariamente dai propri aderenti, dovranno essere basati non più sul principio di condivisione di linee politiche nazionali, ma sul confronto di programmi, relativi prevalentemente a necessità locali e regionali che tengano anche in considerazione una visione  di sviluppo della politica nazionale.

I movimenti locali,  composti dai cittadini che vorranno interessarsi delle attività del proprio territorio, dedicando gratuitamente il proprio tempo e le proprie capacità, dovranno contribuire ad individuare quelle persone riconosciute dalla società civile, che abbiano le qualità necessarie per amministrare secondo i principi della Riforma il proprio Comune.

Successivamente, lo sviluppo dell’attività politica Regionale e Nazionale potrà percorrere il proprio cammino senza l’ingerenza dei movimenti o delle associazioni politiche ma, secondo quanto definito nella Riforma.

Alle elezioni Comunali, ogni cittadino potrà  pertanto candidarsi liberamente ed essere scelto:

1) da un movimento o una associazione politica che ne individua le capacità dando il proprio sostegno, nel rispetto dei principi della Riforma

2) da un libero e costruttivo proposito  sempre nel rispetto dei principi della Riforma stessa

Ogni cittadino che ha compiuto il venticinquesimo anno di età, potrà candidarsi liberamente a Sindaco nel Comune presso il quale ha la propria residenza o il domicilio, presentando presso l’ufficio elettorale del Comune, tre mesi prima delle elezioni la seguente documentazione:

1) Il proprio curriculum vitae;
2) Il proprio certificato penale;
3) Il proprio “documento programmatico di legislatura comunale”, dichiarando ai cittadini, in modo specifico, gli indirizzi di governo del Comune che intenderà esercitare;
4) I nominativi degli assessori scelti, accompagnati dai relativi curricoli, specificando quali deleghe ad essi intende conferire per l’azione amministrativa del Comune.
5) Un elenco di cittadini residenti nel Comune in cui si svolgono le elezioni, che abbiano manifestato la loro preferenza al candidato, compilando e firmando un apposito modulo con il proprio nome e cognome, residenza, data di nascita, codice fiscale e un proprio contatto telefonico. Ogni cittadino potrà conferire una sola preferenza.

La veridicità dei dati, saranno sotto la piena responsabilità del candidato, gli uffici elettorali avranno due mesi di tempo per verificare a campione l’autenticità degli stessi e contestarli al candidato qualora risultino palesemente irregolari.
Apposite commissioni, su base volontaria, formate e nominate dagli stessi candidati, avranno il compito di coadiuvare gli uffici elettorali, nell’esame della corretta presentazione dei documenti programmatici di legislatura comunale, verificando non il merito delle proposte ma la loro chiarezza e specificità.
Le commissioni volontarie saranno da nominare secondo criteri da definire.

L’elenco delle preferenze dovrà essere così suddiviso:

100 preferenze per i Comuni al di sotto di 20.000 (ventimila) abitanti
200 preferenze per i Comuni da 20.001 abitanti a 50.000 abitanti
300 preferenze per i comuni da 50.001 abitanti a 100.000 abitanti
400 preferenze per i comuni da 100.001 abitanti a 500.000 abitanti
500 preferenze per i Comuni al di sopra di 500.000 abitanti

Le candidature, dovranno essere rese pubbliche sul sito del Comune con tutta la documentazione prevista ai punti 1, 2, 3, 4, 5, sopra definiti. La stessa documentazione, sarà conservata presso gli uffici elettorali del Comune e ogni cittadino, con motivata richiesta ,potrà visionarla.

Avrà diritto di amministrare il Comune, chi otterrà la maggioranza del 50% più uno dei voti.

Qualora nella prima giornata elettorale non vi sia nessun candidato che raggiunga la maggioranza, avranno diritto di andare al ballottaggio i due candidati che hanno ottenuto più voti.

La legislatura comunale come già oggi è previsto, avrà la durata di cinque anni e il Sindaco è eleggibile per soli due mandati complessivi.

Il candidato eletto a Sindaco, potrà attuare il suo mandato, attenendosi scrupolosamente a quanto dichiarato ai cittadini nel “documento programmatico di legislatura comunale”.
Con il voto, i cittadini, legittimano il Sindaco all’applicazione del programma attribuendo ad esso il potere monocratico in autonomia e sotto la sua piena responsabilità. Il Sindaco, solo in casi straordinari e per la tutela della sicurezza dei cittadini e dei diritti delle persone in gravi difficoltà, può attuare provvedimenti in piena autonomia. Qualora tali provvedimenti, comportino una spesa pubblica non a tutela della comunità, ma riferibili a particolari e straordinarie esigenze soggettive, relative a cittadini in difficoltà, gli stessi, dovranno essere approvati a maggioranza dall’organo collegiale della giunta comunale.

Qualora il Sindaco, nell’esercizio delle sue funzioni, abbia la necessità di variare leggermente alcuni punti del proprio “documento programmatico di legislatura comunale”, dichiarato ai cittadini, per il modificarsi di fatti e/o contingenze non prevedibili, le stesse modifiche dovranno essere approvate a maggioranza, dall’organo collegiale della giunta comunale.

Il Sindaco, nel rispetto delle necessità funzionali della struttura amministrativa del Comune, dovrà dare priorità all’attuazione del suo programma, fatta eccezione, per tutte le necessità che riguardano la sicurezza dei cittadini e la tutela dei loro diritti. Ogni proposta e/o necessità di governo del Comune non prevista nel “documento programmatico di legislatura comunale”, dovrà essere approvata per delibera dall’intero Consiglio Comunale ( Sindaco, Assessori e Consiglieri ).

Nessun organo di governo comunale, compreso il Sindaco, senza una consultazione popolare, può deliberare questioni non espressamente previste nel “documento programmatico di legislatura”, riguardanti la costruzione di attività e/o strutture che possano mettere a rischio la salute e/o la tutela dei cittadini. (Centrali nucleari, inceneritori, fabbriche con alti fattori di rischio esplosione e inquinamento, aeroporti …. costruzioni assimilabili ai rischi in fattispecie).

Avranno diritto alla carica di consigliere comunale tutti i seguenti candidati a Sindaco non eletti:

– i primi cinque non eletti nei Comuni al di sotto dei 30.000 abitanti
– i primi otto non eletti nei Comuni da 30.001 abitanti a 100.000 abitanti
– i primi dieci non eletti nei Comuni da 100.001 abitanti a 500.000 abitanti
– i primi quindici non eletti nei Comuni da 500.001 a 1.000.000 di abitanti
– i primi venti non eletti nei Comuni al di sopra di 1.000.000 di abitanti

Qualora non vi sia, il numero sufficiente di candidati a Sindaco non eletti, si dovrà procedere all’assegnazione della carica di consigliere con un criterio proporzionale di maggioranza, i nominativi, saranno proposti dal sindaco e dai candidati non eletti.

Il Consiglio Comunale è composto: dal Presidente, dal Sindaco, dagli Assessori, dai Consiglieri e dal Segretario Comunale. Ad esso, dovrà essere attribuito il potere di organo di controllo dell’attività politica e amministrativa del comune.

Tutti i componenti del consiglio comunale, nel rispetto dell’esercizio delle funzioni pubbliche degli uffici comunali, avranno il diritto soggettivo di verificare personalmente in ogni momento, senza preavviso e senza accanimento, i tempi di attuazione delle funzioni pubbliche con i relativi costi di tutte le spese di competenza Comunale, siano essi diretti o indiretti tramite aziende controllate o in partecipazione.

Gli stessi, potranno verificare direttamente e/o delegare gratuitamente, persone con qualità tecniche riconosciute nella materia oggetto del controllo, tutti i documenti contabili attinenti a spese Comunali, nonché, tutti gli atti amministrativi e di governo del comune e/o quelli relativi a enti, ditte, società, cooperative e associazioni; controllate o con un rapporto di collaborazione con il Comune.

Qualora, durante l’esercizio di tali funzioni, si riscontrassero delle palesi irregolarità o evidenti sprechi, gli stessi, con la relativa documentazione, dovranno denunciarli al Consiglio Comunale e/o in casi gravi alla Procura della Repubblica.

Il Sindaco, in attesa di giudizio, può sospendere dall’incarico qualsiasi assessore, consigliere e/o dipendente di ogni ordine e grado del comune, ritenuto responsabile di gravi comportamenti.
Il Consiglio Comunale, ottenuta l’approvazione della maggioranza dei votanti, può deliberare, la sospensione definitiva, l’allontanamento e/o il licenziamento delle seguenti figure, su motivata e documentata richiesta del Sindaco, di un assessore o di un consigliere nei casi in cui:

Il Sindaco che, nell’esercizio delle sue funzioni, emetta ordinanze di governo del proprio Comune, relative a questioni non previste nel proprio “documento programmatico di legislatura comunale” in difformità dalle norme stabilite nella riforma.

Il Sindaco, ritenuto direttamente responsabile nell’applicazione del suo programma, di aver prodotto gravi sprechi economici, e/o di aver utilizzato soldi pubblici, spendendo dei corrispettivi eccessivi, rispetto alla comparazione qualitativa ed economica dei costi di mercato, relativi agli stessi costi di servizi o acquisti effettuati, offerti da società concorrenti.

Gli assessori che nell’esercizio delle loro funzioni non ottemperano all’applicazione nei modi e nei termini definiti dal Sindaco nel “documento programmatico di legislatura comunale” e/o delle delibere della Giunta e del Consiglio Comunale.

Gli assessori che nello svolgimento delle loro funzioni, siano ritenuti responsabili di aver prodotto gravi sprechi economici, e/o di aver utilizzato soldi pubblici, spendendo dei corrispettivi eccessivi rispetto alla comparazione qualitativa ed economica dei costi di mercato, relativi agli stessi costi di servizi o acquisti effettuati, offerti da società concorrenti.

I consiglieri che commettono dei gravi comportamenti lesivi degli interessi Comunali, ad eccezione delle motivate denunce, prodotte dagli stessi, relative ad abusi e sprechi dell’amministrazione comunale.

I dipendenti e/o collaboratori di ogni ordine e grado, sotto il controllo diretto o indiretto dell’amministrazione comunale, che, con comprovata responsabilità, ostacolano l’applicazione nei modi e nei termini del “documento programmatico di legislatura comunale” e/o delle delibere della Giunta e del Consiglio Comunale.

I dipendenti e/o collaboratori di ogni ordine e grado, sotto il controllo diretto e indiretto dell’amministrazione comunale che commettono dei gravi comportamenti lesivi degli interessi pubblici, ad eccezione delle motivate denunce, prodotte dagli stessi, relative ad abusi e sprechi della propria amministrazione.

I Dirigenti e/o Funzionari sotto il controllo diretto e/o indiretto dell’amministrazione comunale che, nello svolgimento delle loro funzioni, siano ritenuti responsabili di aver prodotto gravi sprechi, e/o, di aver utilizzato soldi pubblici, spendendo dei corrispettivi eccessivi rispetto alla comparazione qualitativa ed economica dei costi di mercato, relativi agli stessi costi di servizi o acquisti effettuati, offerti da società concorrenti.

LE MODIFICHE DEL SISTEMA ELETTORALE PROVINCIALE E LE NUOVE FUNZIONI POLITICHE

Nel rispetto dell’attività fino ad oggi esercitata dalle Province, ritengo che le stesse siano oggi un eccessivo costo e il loro mantenimento non è più proporzionato ai benefici relativi alle competenze ad esse attribuite, spesso di intralcio, alle più rapide soluzione richieste dai comuni su molte materie di loro competenza.

Pertanto, ritengo che le Province, come ente locale territoriale debbano essere abolite e le competenze attribuite all’art. 19 del Decreto Legislativo del 18 agosto 2000 n. 267 definito “Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali”, debbano essere trasferite in parte direttamente ai Comuni e in parte alla Regione.

Gli attuali dipendenti delle Province, che svolgono il loro lavoro presso gli enti subordinati ad esse, dovranno essere ricollocati presso altre strutture locali, in relazione alle necessità delle strutture riceventi e in conformità con i requisiti richiesti.

LE MODIFICHE DEL SISTEMA ELETTORALE REGIONALE E LE NUOVE FUNZIONI POLITICHE

La sera del 10 settembre 2012 effettuo alla prima proposta alcune integrazioni. Nel rispetto dei principi della riforma che  propone una nuova evoluzione del modo di far politica, dopo attente riflessioni ritengo di dover inserire un principio ulteriormente democratico che dia la possibilità di accedere alla candidatura di Presidente della Regione anche ad altre figure di seguito descritte. 

Ad agosto 2013, dopo aver sentiti diversi apprezzati pareri effettuo alcune ulteriori  integrazione, riportando di seguito solo il testo definitivo.

Anche il nuovo sistema elettorale regionale non dovrà più prevedere i partiti come proponenti dei soggetti scelti alla candidatura di Presidente della Regione, le stesse, secondo una evoluzione  delle cariche politiche, definite nel rispetto di precisi parametri di seguito riportati, dovranno essere proposte da un nuovo organo costituente denominato “Assemblea Generale Regionale dei Sindaci”.

Avranno diritto di partecipare alla candidatura di Presidente della Regione:

– quattro sindaci che abbiano compiuto i quaranta anni di età, scelti dall’Assemblea Generale Regionale dei Sindaci, che nei loro comuni hanno ottenuto durante le elezioni, la maggiore percentuale di voti, e a parità di percentuale, il maggior numero. Il diritto di priorità, spetterà ai sindaci eletti al primo turno elettorale, in assenza di tale requisito a quelli eletti durante il ballottaggio, nel rispetto della seguente tabella”degli aventi diritto”:

i primi 4 Sindaci dei comuni al di sotto dei 10.000 abitanti
i primi 4 Sindaci dei comuni da 10.001 a 30.000 abitanti
i primi 4 sindaci dei comuni da 30.001 a 100.000 abitanti
i primi 4 sindaci dei comuni da 100.001 a 500.000 abitanti
i primi 4 sindaci dei comuni al di sopra dei 500.000 abitanti

– due sindaci che abbiano compiuto i quaranta anni di età, non rientranti nei parametri previsti nella tabella sopra riportata, proposti e votati  dal 30% dell’Assemblea Generale Regionale dei Sindaci, riconosciuti come persone meritevole di grandi capacità organizzative e/o tecniche, onesti, con grande senso del dovere e un autorevole carisma. In caso di più presentazioni i due sindaci che hanno ottenuto la maggiore percentuale di preferenze dall’assemblea stessa.

– due cittadini italiani che abbiano compiuto i quaranta anni di età, scelti nella società civile, proposti e votati dal 30% dell’Assemblea Generale Regionale dei Sindaci, riconosciuti come persone meritevole di grandi capacità organizzative e/o tecniche, onesti, con grande senso del dovere  e un autorevole carisma. In caso di più presentazioni i due cittadini italiani che hanno ottenuto la maggiore percentuale di preferenze dall’assemblea stessa.

L’Assemblea Generale Regionale dei Sindaci, suddivisa in gruppi comunali appartenenti ad uno o più territori Provinciali, si riunirà di diritto presso la Regione o in luogo idoneo nei seguenti termini e modi:

A) Sei mesi prima delle elezioni per proporre e contestualmente votare i seguenti candidati:

N 4 sindaci che abbiano compiuto i quaranta anni di età, scelti nei loro comuni tra quelli che hanno ottenuto durante le elezioni, la maggiore percentuale di voti, e a parità di percentuale, il maggior numero come definito nei parametri della tabella degli aventi diritto. Saranno scelti i quattro candidati che avranno ottenuto la maggiore percentuale dei voti e a parità il sindaco più anziano.

N 2 sindaci che abbiano compiuto i quaranta anni di età, non rientrante nei parametri previsti nella tabella sopra riportata, proposti e votati dal 30% dell’Assemblea Generale Regionale dei Sindaci, riconosciuti come persone meritevole di grandi capacità organizzative e/o tecniche, onesti, con grande senso del dovere e un autorevole carisma. In caso di più presentazioni i due sindaci che hanno ottenuto la maggiore percentuale di preferenze dell’assemblea stessa.

N 2 cittadini italiani che abbiano compiuto quaranta anni di età, scelti nella società civile, proposti e votati dal 30% dell’Assemblea Generale Regionale dei Sindaci, riconosciuti come persone meritevole di grandi capacità organizzative e/o tecniche, onesti, con grande senso del dovere  e un autorevole carisma. In caso di più presentazioni i due cittadini italiani che hanno ottenuto la maggiore percentuale di preferenze dell’assemblea dei sindaci.

B) Quattro mesi prima delle elezioni per votare la preferenza dei candidati in relazione alla valutazione della persona e del programma presentato. L’Assemblea Generale Regionale dei Sindaci renderà pubbliche ai cittadini le preferenze espresse ma tutti i candidati avranno  diritto di partecipare alle elezioni per la Presidenza della Regione.

C) Ogni qualvolta sia necessario convocare L’Assemblea Generale Regionale dei Sindaci, organo primario della Regione, alla quale, apposita legge del Parlamento dovrà disciplinare le sue funzioni.

I candidati scelti sei mesi prima delle elezioni, alla Presidenza della Regione, come definito nel punto A, dovranno presentare, almeno quattro mesi prima delle elezioni, all’ufficio elettorale regionale della Presidenza della Regione  la seguente documentazione:

1) Il proprio curriculum vitae.

2) Il proprio certificato penale.

3) Il proprio “documento programmatico di legislatura regionale” dichiarando in modo specifico, gli indirizzi di governo della Regione che intenderanno esercitare.

4) I nominativi degli assessori scelti, accompagnati dai relativi curricoli, specificando quali deleghe ad essi intendono conferire per l’azione amministrativa della Regione.

I candidati, avranno 30 giorni di tempo dalla data di deposito della documentazione, per verificare i consensi dei programmi presentati. Gli stessi, entro i termini sopra definiti, potranno effettuare delle parziali modifiche al fine di una maggiore condivisione del programma di legislatura da parte dei componenti dell’Assemblea Generale Regionale dei Sindaci.
I documenti definitivi, dovranno essere depositati inderogabilmente quindici giorni prima dell’inizio delle votazioni dell’assemblea e comunque entro due mesi dalle elezioni.

L’Assemblea Generale Regionale dei Sindaci, quattro mesi prima delle elezioni, esprimerà con il voto, la preferenza dei candidati in relazione alla valutazione della persona e del programma presentato. L’Assemblea renderà pubbliche ai cittadini le preferenze espresse, ma tutti i candidati avranno comunque diritto di partecipare alle elezioni per la Presidenza della Regione, trasferendo al popolo sovrano, attraverso il voto, la scelta del Presidente,

I candidati dovranno attenersi scrupolosamente al “documento programmatico di legislatura regionale”.
La documentazione sarà resa pubblica sul sito della Presidenza della Regione, la stessa, in originale dovrà essere vidimata su ogni pagina con data certa, depositata due mesi prima delle elezioni e conservata presso l’ufficio elettorale della Presidenza della Regione. I candidati durante la campagna elettorale illustreranno ai cittadini il proprio programma.

Avrà diritto di Governare la Regione chi prenderà il 50% più uno dei votanti.

Qualora nella prima giornata elettorale, non vi sia nessun candidato che raggiunga la maggioranza, avranno diritto di andare al ballottaggio i due candidati che hanno ottenuto più voti.

La legislatura regionale come già oggi è previsto, avrà la durata di cinque anni e il Presidente della Regione è eleggibile per soli due mandati complessivi.

Il candidato eletto a Presidente della Regione, dovrà attuare il suo mandato, attenendosi scrupolosamente a quanto dichiarato ai cittadini nel “documento programmatico di legislatura regionale”.
Il Presidente della Regione eletto, dovrà rassegnare le sue dimissioni da Sindaco prima del conferimento del nuovo mandato.
Con il voto, i cittadini legittimano il Presidente all’applicazione del programma, attribuendo ad esso il potere monocratico relativo, limitato alla realizzazione di quanto specificatamente dichiarato nel programma stesso.
Il Presidente, solo in casi straordinari e per la tutela della sicurezza dei cittadini e dei diritti delle persone in gravi difficoltà, può attuare provvedimenti in piena autonomia non previsti nel “documento programmatico di legislatura regionale”.
Qualora questi provvedimenti, comportino una spesa pubblica non a tutela della comunità, gli stessi, dovranno essere approvati a maggioranza dal Consiglio  Regionale.

Il Presidente della Regione, nell’esercizio delle sue funzioni, potrà parzialmente modificare solo alcuni punti del proprio “documento programmatico di legislatura regionale”, per fatti e/o contingenze non prevedibili e divenuti necessari, tali modifiche, dovranno però essere approvate a maggioranza dal Consiglio Regionale.

Il Presidente, nel rispetto delle necessità funzionali della struttura amministrativa della Regione, dovrà dare priorità all’attuazione del programma, fatta eccezione per tutte le necessità che riguardano la sicurezza dei cittadini e la tutela dei loro diritti. Ogni proposta e/o necessità di governo della Regione non prevista nel “documento programmatico di legislatura regionale”, dovrà essere approvata a maggioranza del Consiglio Regionale.

Nessuna iniziativa legislativa o atto della Regione, può essere esercitata, senza una preventiva e vincolante consultazione popolare, nel rispetto delle materie regionali di propria competenze, relative ai seguenti argomenti:

– atti che introducano cambiamenti radicali e sostanziali per i cittadini, riguardanti questioni morali, etiche e sociali

– atti che implichino rischi per i cittadini su questioni ambientali, sanitarie, relative alla sicurezza e allo sviluppo

Cambiamenti macro-economici e giurisdizionali, la costruzione inceneritori, fabbriche con alti fattori di rischio esplosione e inquinamento, aeroporti e/o questioni assimilabili ai rischi in fattispecie ). Fanno eccezione gli atti, espressamente previsti e approvati nei “documenti programmatici di legislatura”che non siano in antinomia con norme costituzionali.

 Avranno diritto alla carica di Consigliere Regionale i sindaci che nei loro comuni hanno ottenuto la maggiore percentuale di voti alle elezioni e a parità di percentuale il maggior numero. Il diritto di priorità, spetterà ai sindaci eletti al primo turno elettorale, in assenza di tale requisito a quelli eletti durante il ballottaggio, nel rispetto della seguente suddivisione:

i primi 4 Sindaci dei comuni al di sotto dei 10.000 abitanti
i primi 4 Sindaci dei comuni da 10.001 a 30.000 abitanti
i primi 4 sindaci dei comuni da 30.001 a 100.000 abitanti
i primi 4 sindaci dei comuni da 100.001 a 500.000 abitanti
i primi 4 sindaci dei comuni al di sopra dei 500.000 abitanti

i candidati non eletti a Presidente della Regione

Il Consiglio Regionale è composto dal: Presidente del Consiglio, Presidente della Regione, dagli Assessori e dai Consiglieri Regionali. Al Consiglio Regionale, dovrà essere attribuito il potere di organo di controllo interno dell’attività politica e amministrativa della Regione.

Tutti i componenti del Consiglio Regionale, nel rispetto dell’esercizio delle funzioni pubbliche degli uffici regionali, avranno il diritto soggettivo di verificare personalmente, in ogni momento e senza preavviso, i tempi di attuazione delle funzioni pubbliche con i relativi costi di tutte le spese di competenza Regionale, siano essi diretti o indiretti tramite aziende in partecipazione.

Gli stessi, potranno verificare: “direttamente e/o delegare gratuitamente persone con qualità tecniche riconosciute nella materia oggetto del controllo o richiedere con motivata richiesta agli organi di controllo Istituzionali delle Forze dell’Ordine e/o della Guardia di Finanza”, tutti i documenti contabili attinenti a spese Regionali, nonché, tutti gli atti amministrativi e di governo della Regione e/o quelli relativi a enti, ditte, società, cooperative e associazioni, controllate o con un rapporto di collaborazione con la Regione.

Qualora, durante l’esercizio di tali funzioni, si riscontrassero delle palesi irregolarità o evidenti sprechi, gli stessi, accompagnati da relativa documentazione, dovranno essere denunciati al Consiglio Regionale, e/o in casi gravi, alla Procura della Repubblica.

L’Assemblea Generale dei Comuni sarà l’organo esterno di controllo dell’attività politica della Regione e delibererà a maggioranza dei presenti, la stessa, potrà essere convocata in via straordinaria su fondata e motivata richiesta della maggioranza dei consiglieri Regionali e/o  su proposta di almeno 10 Comuni della Regione stessa,  per deliberare la sospensione e/o la decadenza del mandato del Presidente della Regione qualora:

– nell’esercizio delle sue funzioni, emani decreti relativi a questioni non previste nel proprio “documento programmatico di legislatura regionale” in difformità delle norme stabilite nella riforma.

– sia ritenuto direttamente responsabile nell’applicazione del suo programma, di aver prodotto gravi sprechi economici, e/o di aver utilizzato soldi pubblici, spendendo dei corrispettivi eccessivi rispetto alla comparazione qualitativa ed economica dei costi di mercato, relativi agli stessi costi di servizi o acquisti effettuati, offerti da società concorrenti.

Il Presidente della Regione, può sospendere dall’incarico qualsiasi assessore, consigliere e/o dipendente di ogni ordine e grado della Regione, ritenuto responsabile di gravi comportamenti, in attesa di giudizio.

Il Consiglio Regionale, organo di controllo interno, ottenuta l’approvazione della maggioranza dei votanti, può deliberare, la sospensione, l’allontanamento e/o il licenziamento delle seguenti figure, su motivata e documentata richiesta da parte di un componente del Consiglio Regionale nei casi in cui:

Gli assessori che nell’esercizio delle loro funzioni non ottemperano all’applicazione nei modi e nei termini definiti dal Presidente della Regione del “documento programmatico di legislatura regionale” e/o delle delibere della Giunta e del Consiglio Regionale.

Gli assessori che nello svolgimento delle loro funzioni, siano ritenuti responsabili di aver prodotto gravi sprechi economici, e/o di aver utilizzato soldi pubblici, spendendo dei corrispettivi eccessivi rispetto alla comparazione qualitativa ed economica dei costi di mercato, relativi agli stessi costi di servizi o acquisti effettuati, offerti da società concorrenti.

I consiglieri che commettono gravi comportamenti lesivi degli interessi Regionali, ad eccezione delle motivate denunce degli stessi, relative ad abusi e sprechi dell’amministrazione regionale.

I dipendenti e/o collaboratori di ogni ordine e grado, sotto il controllo diretto o indiretto dell’amministrazione regionale, che, con comprovata responsabilità, ostacolano l’applicazione nei modi e nei termini del “documento programmatico di legislatura regionale” e/o delle delibere della Giunta e del Consiglio Regionale.

I dipendenti e/o collaboratori di ogni ordine e grado, sotto il controllo diretto e indiretto dell’amministrazione regionale che commettono dei gravi comportamenti lesivi degli interessi pubblici, ad eccezione delle motivate denunce, prodotte dagli stessi, relative ad abusi e sprechi della propria amministrazione.

I Dirigenti e/o Funzionari sotto il controllo diretto e/o indiretto dell’amministrazione regionale che, nello svolgimento delle loro funzioni, siano ritenuti responsabili di aver prodotto gravi sprechi, e/o, di aver utilizzato soldi pubblici, spendendo dei corrispettivi eccessivi rispetto alla comparazione qualitativa ed economica dei costi di mercato, relativi agli stessi costi di servizi o acquisti effettuati, offerti da società concorrenti.

LA MODIFICHE DEL SISTEMA ELETTORALE NAZIONALE E LE NUOVE FUNZIONI POLITICHE

La modifica del sistema elettorale nazionale e delle nuove funzioni politiche, prevedono inoltre una sostanziale revisione degli articoli costituzionali che disciplinano la rispettiva materia.

Tale trasformazione sarà necessaria al fine di attuare gli strumenti normativi necessari per concepire un nuovo modo di condurre la politica nel nostro paese,  più semplice e snella, in grado di dare tempestive risposte alle esigenze dei cittadini, nel rispetto di una democrazia in capo al popolo sovrano.
Il parlamentare, così come previsto nelle attuali normative è per la riforma, una figura superata e spesso impossibilitata a dare il proprio contributo alla realizzazione delle proprie idee o a rappresentare le tante richieste dei cittadini in Parlamento.

La riforma, prevede l’abolizione dei due rami del Parlamento con l’eliminazione del Senato della Repubblica e la fusione dei poteri istituzionali del Presidente del Consiglio in quelli del Presidente della Repubblica, che dovrà divenire un’unica figura eletta direttamente dai cittadini italiani.

Il nuovo Parlamento potrà così essere costituito e avranno diritto alla nomina di Deputato le seguenti figure:

N 20 Presidenti della Regione

N 110 Sindaci delle città Provincie

N 10 Deputati per Merito; cittadini italiani che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario che abbiano compiuto cinquanta anni di età e non abbiano superato gli ottantacinque anni.

Da chi è stato Presidente della Repubblica salvo rinuncia

Il Governo sarà costituito da:

Il Presidente della repubblica capo dello stato e del governo

I ministri

Le elezioni politiche nazionali, dovranno essere semplicemente una evoluzione delle elezioni Comunali e Regionali, con la prerogativa di poter inserire ulteriori nuove figure candidabili alla Presidenza della Repubblica come di seguito viene proposto.

Lo status di Presidente della Repubblica e la legislatura nazionale, avrà durata quinquennale e non potrà protrarsi per più di due candidature complessive.

Avranno diritto di partecipare alla candidatura della nuova figura del Presidente della Repubblica,  le persone fisiche di nazionalità Italiana conformi ai requisiti morali, che abbiano compiuto i quaranta anni di età, scelti dal nuovo Parlamento, secondo i parametri sotto riportati:

I primi due Presidenti Regionali che hanno ottenuto durante le proprie elezioni la maggiore percentuale di voti e/o a parità di percentuale il maggior numero.

 Due componenti della Camera dei deputati, proposti e votati almeno sei mesi prima delle elezioni, dal 30% dei componenti della stessa Camera,  riconosciuti come persone meritevoli di grandi capacità organizzative e/o tecniche, onesti, con grande senso del dovere e un autorevole carisma. In caso di più presentazioni i due deputati che hanno ottenuto la maggiore percentuale di preferenze dalla Camera.

Due cittadini scelti nella società civile, indipendentemente dal loro status giuridico, proposti e votati almeno sei mesi prima delle elezioni dal 30% dei componenti della Camera, riconosciuti come persone meritevoli di grandi capacità organizzative e/o tecniche, onesti, con grande senso del dovere  e un autorevole carisma.

I candidati, dovranno presentare almeno quattro mesi prima delle elezioni all’ufficio elettorale nazionale della Presidenza della Repubblica la seguente documentazione:

1) Il proprio curriculum vitae.
2) Il proprio “documento programmatico di legislatura nazionale” dichiarando prima all’assemblea e successivamente ai cittadini, in modo specifico, gli indirizzi di governo della nazione che intenderanno esercitare.
3) I nominativi dei ministri scelti, accompagnati dai relativi curricoli, specificando quali dicasteri ad essi intendono conferire per l’azione di governo.

I candidati, avranno 30 giorni di tempo dalla data di deposito della documentazione, per verificare i consensi dei programmi presentati. Gli stessi, entro i termini sopra definiti, potranno effettuare delle parziali modifiche al fine di una maggiore condivisione della programmazione di legislatura da parte dei componendi del Parlamento.
I documenti definitivi, dovranno essere depositati inderogabilmente, quindici giorni prima della convocazione e non potranno più essere modificati.

Il Parlamento, con il voto, esprimerà la preferenza dei candidati in relazione alla valutazione della persona e del programma presentato. Il Parlamento, renderà pubbliche ai cittadini le preferenze espresse, ma tutti i candidati avranno  diritto di partecipare alle elezioni per la Presidenza della Repubblica.

I candidati dovranno attenersi scrupolosamente al “documento programmatico di legislatura nazionale”.
La documentazione sarà resa pubblica sul sito della Presidenza della Repubblica, la stessa, in originale dovrà essere vidimata su ogni pagina con data certa, depositata due mesi prima delle elezioni e conservata presso l’ufficio elettorale della Presidenza della Repubblica. I candidati durante la campagna elettorale illustreranno ai cittadini il proprio programma.

Ogni parlamentare con motivata richiesta potrà visionarla.

Avrà diritto di Governare la Nazione chi prenderà il 50% più uno dei voti.

Qualora nella prima giornata elettorale, non vi sia nessun candidato che raggiunga la maggioranza, avranno diritto di andare al ballottaggio i due candidati che hanno ottenuto più voti.

Il candidato eletto a Presidente della Repubblica, dovrà attuare il suo mandato, attenendosi scrupolosamente a quanto dichiarato ai cittadini nel “documento programmatico di legislatura nazionale”.

Il Presidente della Repubblica eletto, dovrà rassegnare le sue dimissioni da Presidente della Regione o da Sindaco prima del conferimento del nuovo mandato.
Con il voto, i cittadini legittimano il Presidente all’attuazione del programma, attribuendo ad esso il potere “monocratico relativo” limitato esclusivamente alla promulgazioni di leggi, dichiarate nel proprio documento programmatico, nel rispetto delle nuove procedure costituzionali. 

Il Presidente, solo in casi straordinari e per la tutela della sicurezza dei cittadini e dei diritti delle persone in gravi difficoltà, può attuare provvedimenti, non previsti nel “documento programmatico di legislatura nazionale”, nel rispetto delle nuove procedure costituzionali.

Il Presidente della Repubblica, nell’esercizio delle sue funzioni, potrà parzialmente modificare solo alcuni punti del proprio “documento programmatico di legislatura nazionale”, per fatti e/o contingenze non prevedibili  divenute necessarie, tali modifiche, dovranno però essere approvate a maggioranza, dal Consiglio dei Ministri e dalla Camera dei Deputati.

Il Presidente della Repubblica, nel rispetto delle necessità funzionali delle strutture ministeriali, dovrà dare priorità all’attuazione del suo programma con l’eccezione per tutte le necessità che riguardino la sicurezza dei cittadini e la tutela dei loro diritti. Ogni proposta e/o necessità di governo della nazione non prevista nel “documento programmatico di legislatura nazionale”, dovrà essere approvata a maggioranza dalla Camera dei Deputati.

Nessuna iniziativa legislativa può essere esercitata dal Parlamento, dal Governo, dal Presidente della Repubblica, dalle Regioni e dai Comuni, senza una preventiva e vincolante consultazione popolare,  nel rispetto delle materie di propria competenze, siano  esse, nazionale, regionale o locale relative ai seguenti argomenti:

– atti che introducano cambiamenti radicali e sostanziali per i cittadini, riguardanti questioni morali, etiche e sociali

– atti che implichino rischi per i cittadini su questioni ambientali, sanitarie, relative alla sicurezza e allo sviluppo

 ( La pena di morte, l’uso di cellule staminali, l’eutanasia, cambiamenti macro-economici e giurisdizionali, la costruzione di centrali nucleari, inceneritori, fabbriche con alti fattori di rischio esplosione e inquinamento, aeroporti e/o questioni assimilabili ai rischi in fattispecie ). 

fanno eccezione gli atti, espressamente previsti e approvati nei “documenti programmatici di legislatura”che non siano in antinomia con norme costituzionali. 

Ogni Deputato potrà proporre disegni di legge, da sottoporre all’approvazione del Parlamento stesso.

Tutti i rappresentanti del Parlamento e del Governo: I Deputati, I Deputati Delegati, I Deputati per Meriti, Il Presidente della Repubblica, i Ministri e in aggiunta i Sottosegretari, nel rispetto dell’esercizio delle funzioni pubbliche degli uffici Ministeriali, avranno il diritto soggettivo di verificare personalmente , in ogni momento, senza preavviso e senza accanimento, i tempi di attuazione delle funzioni pubbliche con i relativi costi di tutte le spese Ministeriali, siano essi diretti o indiretti tramite aziende controllate o in partecipazione.

Gli stessi, su autorizzazione del Parlamento, potranno verificare; “direttamente e/o delegare con motivata richiesta commissioni e/o organi di controllo Istituzionali delle Forze dell’Ordine e/o della Guardia di Finanza”, tutti i documenti contabili attinenti a spese Pubbliche Centrali e Periferiche, nonché, tutti gli atti amministrativi e di governo del Parlamento, della Presidenza della Repubblica, dei Ministeri, delle Regioni e dei Comuni, nonché  quelli relativi a enti, ditte, società, cooperative e associazioni; subordinate, controllate o con un rapporto di collaborazione con le amministrazioni pubbliche.

Qualora, durante l’esercizio di tali funzioni, si riscontrassero delle palesi irregolarità o evidenti sprechi, gli stessi, accompagnati da relativa documentazione, dovranno essere denunciati al Parlamento e all’autorità giudiziaria.

Il Presidente della Repubblica, in attesa di giudizio, può sospendere dall’incarico qualsiasi Ministro, Sottosegretario, Parlamentare, Componente di Commissioni, Dirigente Generale dello Stato, collaboratore e/o dipendente di ogni ordine e grado del Parlamento, della Presidenza della Repubblica, dei Ministeri, delle Regioni, ritenuto responsabile di gravi comportamenti.

Il Presidente della Repubblica, in attesa di giudizio e per gravi motivi definiti dalle norme vigenti, può sospendere il Presidente della Regione , la giunta e il consiglio Regionale, Il Sindaco la giunta e il consiglio comunale, proponendo un temporaneo commissariamento.

Il Presidente della Repubblica, I componenti del Parlamento e gli organi di Governo, possono promuovere al Parlamento mozioni di sfiducia. Il Parlamento, valutati i fatti e gli atti a carico di rappresentanti politici, di governo e alti Dirigenti dello stato, con votazione approvata dalla  maggioranza dei suoi componenti,  può decretare, la sospensione temporanea o definitiva, l’allontanamento, la decadenza dei mandati e/o il licenziamento delle seguenti figure, con motivata e documentata richiesta:

Il Presidente della Repubblica, qualora, nell’esercizio delle sue funzioni, emani decreti e/o legiferi questioni non previste nel proprio “documento programmatico di legislatura nazionale” in difformità dalle norme stabilite nella riforma.

Il Presidente della Repubblica, ritenuto direttamente responsabile di gravi comportamenti lesivi degli interessi nazionali e di inosservanza alle leggi costituzionali.

I Ministri e i Sottosegretari che, nell’esercizio delle loro funzioni non ottemperano all’applicazione nei modi e nei termini definiti dal Presidente della Repubblica del “documento programmatico di legislatura nazionale” e/o delle norme stabilite dal Parlamento.

I Ministri e i Sottosegretari che, nello svolgimento delle loro funzioni, siano ritenuti responsabili di aver prodotto gravi sprechi economici, e/o di aver utilizzato soldi pubblici, spendendo dei corrispettivi eccessivi rispetto alla comparazione qualitativa ed economica dei costi di mercato, relativi agli stessi costi di servizi o acquisti effettuati e/o offerti da società concorrenti.

I Parlamentari che commettono dei gravi comportamenti lesivi degli interessi Nazionali, ad eccezione delle motivate denunce, prodotte dagli stessi, relative ad abusi e sprechi delle amministrazioni pubbliche .

I Presidenti di Regione e/o le giunte ritenute responsabili di gravi e/o continui comportamenti lesivi degli interessi regionali e/o nazionali in contrasto con le norme vigenti.

I Sindaci e/o le giunte comunali ritenute responsabili di gravi e/o continui comportamenti lesivi degli interessi comunali e/o nazionali in contrasto con le norme vigenti.

I dipendenti e/o collaboratori di ogni ordine e grado, sotto il controllo diretto o indiretto del Parlamento, della Presidenza della Repubblica, dei Ministeri che, con comprovata responsabilità, ostacolano l’applicazione nei modi e nei termini del “documento programmatico di legislatura nazionale” e/o delle normative del Parlamento.

I dipendenti e/o collaboratori di ogni ordine e grado, sotto il controllo diretto e indiretto del Parlamento, della Presidenza della Repubblica, dei Ministeri che commettono gravi comportamenti lesivi degli interessi pubblici, ad eccezione delle motivate denunce, prodotte dagli stessi, relative ad abusi e sprechi della propria amministrazione.

I Dirigenti e/o i Funzionari sotto il controllo diretto e/o indiretto del Parlamento e della Presidenza della Repubblica che, nello svolgimento delle loro funzioni, siano ritenuti responsabili di aver prodotto gravi sprechi, e/o, di aver utilizzato soldi pubblici, spendendo dei corrispettivi eccessivi rispetto alla comparazione qualitativa ed economica dei costi di mercato, relativi agli stessi costi di servizi o acquisti effettuati, offerti da società concorrenti.

I Dirigenti Generali dello Stato, subordinati alla nomina del Presidente della Repubblica che nello svolgimento delle loro funzioni, siano ritenuti responsabili di gravi comportamenti lesivi degli interessi nazionali o, di aver prodotto gravi sprechi, e di aver utilizzato soldi pubblici, spendendo dei corrispettivi eccessivi rispetto alla comparazione qualitativa ed economica dei costi di mercato, relativi agli stessi costi di servizi o acquisti effettuati, offerti da società concorrenti.

I Ministri e i Sottosegretari rispondono delle loro funzioni al Presidente della Repubblica e al Parlamento, i Ministeri e le strutture ad esse subordinate, secondo i criteri di responsabilità sopra definiti rispondono al Ministro e/o ad apposite commissioni disciplinari.

Tutte le commissioni Parlamentari dovranno essere ridotte nei minimi termini a quanto realmente necessario, il Presidente della Repubblica in accordo con il Parlamento, dovrà nominare in modo equo i componenti delle stesse commissioni, avranno diritto di essere nominati, secondo criteri meritevoli e di competenza da definire, i rappresentanti del Parlamento, dei Comuni, delle Regioni e/o cittadini di nazionalità italiana che abbiano i requisiti necessari per ricoprire incarichi pubblici.

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