Riforma e modernizzazione della formazione scolastica

Pomeriggio di domenica 10 novembre, sviluppo e inserisco la seguente proposta:

Riforma e modernizzazione della formazione scolastica

Ho riflettuto molto sulla proposta di riforma e modernizzazione delle formazione scolastica, poiché ritengo sia la base sulla quale occorre lavorare per dare la possibilità ai nostri figli di costruire il loro futuro.

Mi sono spesso chiesto col passare degli anni, perché le varie proposte di riforma della scuola, non tenessero mai conto di alcuni importanti requisiti fondamentale che dovrebbero essere gli elementi ispiratori di un settore determinante per l’evoluzione e la crescita della nostra società.

Cosa deve garantire la scuola ? Forse la risposta sarà banale ma credo vivamente che sia ” La formazione culturale dell’alunno, finalizzata allo sviluppo e alla crescita delle proprie predisposizioni, al fine di garantire una più equa proporzione tra le necessità del mercato e l’introduzione dei giovani nel mondo del lavoro in relazione agli studi effettuati”.

Occorre fare alcune riflessioni su come la scuola in Italia si è sviluppata, senza colpevolizzare alunni o insegnanti, quest’ultimi attori educativi ai quali sono state riposte poche attenzioni e  scarse risorse economiche.

L’Italia, uno dei paesi più belli del mondo, dove l’arte e le professioni hanno contribuito a costruire la nostra storia, non ha saputo sviluppare adeguatamente istituti tecnici professionali che garantissero con prestigio l’insegnamento dei tanti mestieri.

Oggi, professioni come il falegname, l’elettricista, il decoratore, l’idraulico, il piastrellista, il restauratore, l’orafo, l’orologiaio, il meccanico, il carrozziere, il carpentiere, ecc….vengono prevalentemente svolte da persone che si improvvisano, dopo aver forse lavorato alcuni anni, alle dipendenze di qualche capace artigiano.

Gli istituti tecnici, fortunatamente sono ancora presenti sul nostro territorio, ma spesso hanno attrezzature e fondi inadeguati, trattamento riservato anche per tutta la formazione scolastica primaria, secondaria, delle scuole superiori, compresi i nostri cari e importanti licei e le nostre qualificate Università.

Aggiungo scusandomi, una piccola nota polemica, proponendovi una comparazione di trattamento. Una importante legge, relativa alla  tutela della salute sul posto di lavoro, ha introdotto giustamente l’obbligo del medico del lavoro, una figura importante che tra le tante funzioni, ha anche quella di valutare per le persone che svolgono attività d’ufficio, che le stesse siano sedute su sedie a norma ed appoggino su scrivanie di adeguata altezza.

Eppure, chi ha la fortuna di iniziare un lavoro d’ufficio non ha meno di diciannove anni e ritengo dovrebbe strutturalmente essersi già formato. Con questa affermazione, non voglio assolutamente sostenere che non sia giusto tutelare la sua salute, compresa quella posturale, ma mi permetto solo di comparare la reciprocità di trattamento in applicazione ai nostri ragazzi, che iniziano da bambini la scuola per lasciarla da giovani adulti.

Quale legge applichiamo nella scuola ? La legge dell’ipocrisia, la vecchia sedia di legno e il banco altezza uguale per tutti, proprio durante la loro crescita.

Non  voglio divulgarmi in decine di esempi ma mi permetto di dire che dobbiamo essere più autorevoli, perché i nostri ragazzi hanno bisogno di esempi e non di sterili regole, la scuola è fondamentale per lo sviluppo e la crescita della nostra società e ad essa, devono essere attribuite norme e risorse necessarie che garantiscano lo sviluppo delle predisposizioni dei nostri figli e il futuro della nostra società.

In cosa può consistere la modernizzazione della formazione scolastica ? 

Siamo nell’era dell’informatica e dobbiamo usare questo importante strumento con consapevolezza sociale.

Tutti i nostri ministeri, in sinergia con le nostre regioni e i comuni devono interloquire tra loro. Dobbiamo creare una mappatura del territorio che consenta di pianificare le esigenze del mercato del lavoro in sinergia con lo sviluppo delle offerte formative della scuola.

Di conseguenza, il Ministero dell’istruzione Università e Ricerca, dovrà convogliare le proprie risorse economiche al fine di garantire lo sviluppo dell’offerta formativa alle necessità del mercato.

I nostri ragazzi devono essere liberi di scegliere quale indirizzo intraprendere, ma lo stato  deve essere in grado di proporre una seria offerta formativa agli studenti e alle proprie famiglie, prospettando a loro, le esigenze del mercato e di conseguenza i possibili impieghi per il loro futuro.

Pertanto, semplici e pubbliche tabelle informative, frutto però di un’importante e fondamentale  lavoro di sinergia tra pubblico e privato, dovranno evidenziare a livello nazionale, regionale e provinciale le necessità del mercato stesso, le offerte formative, i relativi costi da sostenere e i futuri possibili benefici.  Chi desidera intraprendere dopo la scuola secondaria una determinata scelta di vita o di formazione, deve essere consapevole nella sua libera scelta, delle prospettive lavorative.

Come potranno aumentare le risorse economiche nella scuola ?

Lo stato e le regioni devono per primi essere in grado di convogliare alla scuola maggiori disponibilità economiche rispetto al passato, controllando in applicazione dei successivi suggerimenti che non vi siano eccessivi scompensi di investimento.

La scuola primaria e secondaria deve ottenere prevalentemente dallo stato le maggiori risorse necessarie, riconoscendo la possibilità ai Dirigenti scolastici di gestire capitolati di spesa interni, sostenibili e finanziabili anche attraverso iniziative e progetti scolastici o con finanziamenti  privati.

La scuola superiore e l’università deve anch’essa avere una maggiore attenzione economica direttamente  dallo Stato e dalle Regione, con le quali, occorre sviluppare un progetto in sinergia con le aziende. Le stesse, in alcuni casi potrebbero diventare anche parte attiva della formazione e in virtù di una partecipazione ai costi dell’istruzione stessa, si dovranno stabilire parametri che garantiscano agevolazioni e sgravi fiscali a tutti i partecipanti attivi dei progetti formativi.

Un’altra grande risorsa da fruttare nei progetti formativi, dovrà riguardare l’inestimabile esperienza di molti uomini e donne in pensione o vicini all’età pensionabile. Gli stessi, inseriti nei progetti, potranno prestarsi per insegnare la propria professione ai tanti giovani che vorranno fare della loro esperienza uno dei  primi importanti bagagli del proprio cammino lavorativo.

L’obbiettivo primario della scuola non deve essere un percorso formativo culturale fine a se stesso, ma deve cercare di preparare gli studenti alle esigenze del mercato lavorativo con una adeguata preparazione che garantisca a molti un immediato impiego.

Lo scenario auspicabile dopo alcuni anni dall’applicazione di quanto suggerito potrebbe essere così riassunto; Il mercato del lavoro in generale evidenzia le necessità allo stato e alle regioni. Il Ministero dell’istruzione pianifica le offerte formative integrandole alle necessità del mercato, il mondo del lavoro in tutte le sue applicazioni diventa parte attiva nella formazione. Gli studenti, scelgono la loro formazione in relazione alle proprie attitudini e alle prospettive di lavoro, gli stessi vengono motivati al risultato scolastico perché percepiscono concretamente la possibilità di essere successivamente introdotti nel modo lavorativo in relazione ai propri studi.

Dobbiamo dare a tutti i nostri figli la possibilità di sviluppare le proprie predisposizioni, cercando di riconoscerle nel loro interesse e non in relazione a quello che noi vorremmo che diventassero.

Gli insegnanti, si sono molto impegnati in tutti questi anni, lavorando con passione, spesso da precari,  cercando di compensare la mancanza di risorse economiche con una adeguata formazione. Molte volte, questo impegno è risultato insufficiente a garantire una preparazione vicina e in sinergia con le necessità lavorative, perché, questi sforzi, non sono stati supportati da adeguate strutture e strumenti  vicini alle necessità e alle tecnologie usate nel mondo del lavoro.

Riconoscendo il grande impegno che gli insegnanti hanno profuso, ritengo però importante che una seria proposta di riforma della formazione scolastica, debba prevedere per il futuro, l’introduzione della specializzazione all’insegnamento, al fine di formare nuove figure professionali con conoscenze generali nelle materie relative alla formazione e alle metodologie didattiche.

Una ulteriore innovazione, in sinergia con i principi di rinnovamento, trasparenza e meritocrazia presenti nell’applicazione della riforma, dovrebbe essere per le scuole superiori e l’università, la nomina diretta del massimo Dirigente Scolastico, ( Preside o Rettore ). La nomina di durata quinquennale, dovrà essere conferita a un docente di ruolo,  direttamente tramite votazione degli degli insegnanti e degli alunni, appartenenti all’istituto o alla facoltà presso la quale sono iscritti.

Questa ultima proposta, ribadisce la necessità già manifestata, di cambiamenti radicali, con nuove regole per il futuro che attribuiscano nell’esercizio di alcune funzioni pubbliche e private, il ruolo fondamentale della qualifica di Dirigente a tempo, la cui riconferma potrà essere regolamentata dai risultati e dai gradimenti ottenuti.

Sviluppare le attitudini dei nostri giovani studenti, consiste anche nel credere ed individuare le loro predisposizioni.

L’attività sportiva, spesso auspicata per mantenere il nostro fisico in salute, deve prevedere anche nella scuola una nuova evoluzione per tutti quegli alunni che dimostrano nelle varie discipline di avere determinate predisposizioni.

Consapevole delle attuali ristrettezza economiche  è impensabile riuscire in un breve periodo a costruire all’interno delle scuole adeguate strutture. Però, una delle tante eccellenze del nostro paese sono le migliaia di associazioni sportive sparse sul nostro territorio, le quali, usufruiscono già di strutture adeguate in relazione alle varie specializzazioni svolte.

Dobbiamo semplicemente pianificare l’entrata  di alcune discipline sportive all’interno della formazione scolastica, direttamente tramite le associazioni locali,  dando così la possibilità agli studenti con particolari attitudini ma che intendono impegnarsi con sacrificio, di sviluppare le  stesse  con l’aiuto della scuola.

Anche gli sportivi, che ci fanno gioire e commuovere durante le tante competizioni internazionali, hanno finalmente bisogno di quella necessaria solidarietà dal mondo scolastico, spesso negata in virtù di una formazione generale e protocollata. La stessa, è stata per troppi anni incapace di considerare gli studenti  giovani con grandi capacità e predisposizioni da sostenere e incentivare anche a discapito della preparazione di altre materie.

Lo sviluppo, la crescite, l’innovazione di una società si basa su diversi fattori, la formazione scolastica è fondamentale, come altrettanto fondamentale è la ricerca.

Credo che anche per la ricerca, sia venuto il momento di un radicale rinnovamento. Siamo tutti stanchi e delusi di vedere tanti giovani allontanarsi dal nostro paese per ottenere un più adeguato riconoscimento economico delle loro capacità e potenzialità.

Occorre pianificare in Italia, progetti di ricerca che prevedano degli sviluppi sostenibili ma adeguatamente finanziati.

Ritengo sia di fondamentale importanza per un paese avere la capacità di garantire una ricerca pubblica. Non possiamo lasciar decidere alle libere scelte del mercato economico  quali siamo i progetti da sviluppare per il miglioramento della nostra società.

Uno stato garante delle sviluppo economico di un paese, deve essere capace di sostenere   qualsiasi progetto scientifico finalizzato al miglioramento della qualità della vita dei suoi cittadini.

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