Riflessione sul concetto di democrazia nell’applicazione della riforma

Riflessione sul concetto di democrazia nell’applicazione della riforma

articolo inserito il 9 settembre 2012

 

Mi permetto di fare questa riflessione in relazione a certe osservazioni pervenute da alcune persone che dopo aver letto la presente proposta mi hanno formulato le loro rispettabili opinioni, evidenziandomi che l’eliminazione dei partiti porterebbe ad una oligarchia a discapito della democrazia stessa.

Con il massimo rispetto di tutte le opinioni, mi permetto di evidenziare alcuni punti fondamentali della riforma proponendo una ulteriore riflessione.

La presente proposta è assolutamente pacifica, democratica e rispettosa delle opinioni altrui ma fondata sul principio di evoluzione delle democrazia stessa, finalizzata a creare un nuovo sistema, legittimato dal popolo sovrano che permetta alle persone di qualsiasi estrazione sociale di candidarsi secondo i principi della riforma stessa.

Secondo la riforma, tutti i cittadini, devono poter scegliere le persone da legittimare a legiferare le norme del nostro vivere quotidiano, ritenute capaci di presentare un programma di governo chiaro e trasparente con contenuti condivisibili.

Il cittadino scelto, si impresta alla politica ed è responsabile del suo programma che deve rispettare applicandolo secondo quanto dichiarato ai cittadini stessi.

L’oligarchia definita come forma di governo il cui potere è concentrato nelle mani di pochi eminenti per forza economica e sociale, derivante da una antica forma di governo Greca, non è assolutamente contemplabile e paragonabile ai principi proposti nella riforma.

L’eliminazione dei partiti politici, termine forse molto brusco che non vuole essere assolutamente denigratorio di quello che tanti uomini e donne all’interno dei partiti stessi hanno fatto nel passato per il nostro amato paese, è stato da me integrato con il termine “evoluzione”.

Lo stato, un ente, una società o un partito funzionano grazie all’esistenza della natura della sua istituzione ? o per merito delle persone che vi lavorano al loro interno ?

L’istituzionalizzazione di funzioni e attività pubbliche sono riconosciute dalla riforma stessa perché assolutamente necessarie poiché garanti di servizi che lo stato, le regioni e i comune devono dare e garantire ai cittadini. Ma il loro funzionamento dipenderà sempre e comunque dalla volontà e capacità di uomini e donne ad essi impiegati, come fortunatamente avviene costantemente grazie all’impegno di tantissimi lavoratori pubblici e privati.

La nostra tanto citata costituzione non prevede nei principi fondamentali il riconoscimento del diritto di associarsi in partiti, bensì riconosce il diritto medesimo all’art. 49 che così recita “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.”

Lo stesso articolo, non menziona per i partiti il diritto di esclusività dell’esercizio della politica del nostro paese, posizionando infatti l’articolo stesso non come principio fondamentale ma nel capitolo IV “Rapporti Politici”. Pertanto, da rispettare come tutta la nostra amata Costituzione Italiana ma modificabile secondo i criteri previsti all’art. 138 della costituzione stessa.

I nostri padri costituenti hanno redatto una bella e importante costituzione e, nonostante non abbiano potuto prevedere l’evoluzione della politica attraverso i partiti, hanno lasciato a noi cittadini sovrani in quanto popolo, attraverso i nostri rappresentanti politici, la possibilità di modificarli.

Ora, i nostri importantissimi partiti sui quali oggi si fonda la nostra democrazia, sono delle associazioni private che si auto regolamentano e decidono ognuno il proprio statuto e atto costitutivo.

Il principio di democrazia nulla centra con il partito politico, altrimenti dovremmo sostenere che un sindaco eletto da una lista civica non è espressione democratica dei suoi cittadini.

Pertanto, ognuno di noi, può e deve avere le sue opinioni, chi desidera può integrare la stessa con proposte che possono migliorare o modificare la presente riforma, proponendo anche una evoluzione dei partiti con le finalità dei principi della riforma stessa, ma ritengo sia difficile riconoscere in questi principi una delegittimazione della democrazia.

 

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