Trasformazione dei partiti in Movimenti o Associazioni politiche locali

Argomento introdotto lunedì 11 giugno 2012 e inserito nelle Riforma integrale in data 7 agosto 2012 ad ulteriore modifica del sistema elettorale comunale e delle nuove funzioni politiche

Il fallimento dei partiti nazionali, con l’aumento dell’astensione al voto, ha evidenziato ormai, non solo in Italia ma in tutta Europa  la sfiducia dei cittadini nelle politiche perpetrate in questi anni dai partiti. Gli stessi, determinando linee guida nazionali, non hanno dato spazio a tutti quei politici che avrebbero voluto esercitare le proprie funzioni in relazione alle proprie capacità e convinzioni.

Il sistema partitico nazionale ha delineato troppe ingerenze e condizionamenti nelle scelte politiche, creando una visione della stessa politica, basata sullo scontro fine a se stesso e non sul confronto dei programmi e delle proposte. La condivisione dell’opinione di un avversario politico o di un programma proposto, sul quale sviluppare argomenti comuni nell’interesse dei cittadini è un fatto raro. I cittadini, hanno visto per troppi anni, dissolvere tempo e denaro in parole e liti, senza riuscire a risolvere la tante ed evidenti necessità  che il paese di volta in volta doveva affrontare.

La proposta di abolizione dei partiti politici nazionali così come oggi sono costituiti e strutturati, rimane una inevitabile conseguenza per riavvicinare i cittadini alla politica.

Sarà arduo compito dei partiti proporre la loro sopravvivenza con una trasformazione credibile ai cittadini.

Gli elettori devo essere considerati la parte attiva delle scelte politiche e non un bacino  per legittimare la propria candidatura fine a se stessa.

Nella proposta di Riforma del sistema elettorale Comunale ho introdotto il principio dell’auto candidatura, equiparabile in parte alla lista civica, introducendo però  molte importanti prescrizioni che di seguito vi riporto in parte:

Ogni cittadino che ha compiuto il venticinquesimo anno di età, potrà candidarsi liberamente a Sindaco nel Comune presso il quale ha la propria residenza o il domicilio, presentando presso l’ufficio elettorale del Comune, tre mesi prima delle elezioni la seguente documentazione:

1) Il proprio curriculum vitae;
2) Il proprio certificato penale;
3) Il proprio “documento programmatico di legislatura comunale”, dichiarando ai cittadini, in modo specifico, gli indirizzi di governo del Comune che intenderà esercitare;
4) I nominativi degli assessori scelti, accompagnati dai relativi curricoli, specificando quali deleghe ad essi intende conferire per l’azione amministrativa del Comune.
5) Un elenco di cittadini residenti nel Comune in cui si svolgono le elezioni, che abbiano manifestato la loro preferenza al candidato, compilando e firmando un apposito modulo con il proprio nome e cognome, residenza, data di nascita, codice fiscale e un proprio contatto telefonico. Ogni cittadino potrà conferire una sola preferenza.

Nel rispetto di quanto sopra definito, potrebbe risultare limitativo l’auto candidatura solo su propositi personali se pur auspicabili, importanti e necessari.

Ritengo pertanto nel rispetto dei principi della Riforma, che si potrebbe avere una trasformazione dei partiti nazionali, complessi, costosi e con strutture gerarchie troppo ingerenti nelle scelte da porre in atto per la soluzione dei tanti problemi locali, sviluppando  movimenti all’interno dei comuni, liberi o costituiti in associazioni politiche. Gli stessi, mantenuti volontariamente dai propri aderenti, dovranno essere basati non più sul principio di condivisione di linee politiche nazionali, ma sul confronto di programmi relativi prevalentemente a necessità locali e regionali che tengano anche in considerazione una visione più ampia di sviluppo nazionale.

I movimenti locali,  composti dai cittadini che vorranno interessarsi delle attività del proprio territorio, dedicando gratuitamente il proprio tempo e le proprie capacità, dovranno contribuire ad individuare quelle persone riconosciute dalla società civile, che abbiano le qualità necessarie per amministrare secondo i principi della Riforma il proprio Comune.

Successivamente, lo sviluppo dell’attività politica Regionale e Nazionale potrà percorrere il proprio cammino senza l’ingerenza dei movimenti o delle associazioni politiche ma secondo quanto  definito nella Riforma.

Alle elezioni Comunali, ogni cittadino potrà  pertanto candidarsi liberamente ed essere scelto:

1) da un movimento o una associazione politica che ne individua le capacità dando il proprio sostegno, nel rispetto dei principi della Riforma

2) da un libero e costruttivo proposito  sempre nel rispetto dei principi della Riforma stessa

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