Proposta di suddivisione dei contratti

Sera del 20 maggio 2012  continuo a sviluppare i seguenti temi: 

Modifico alcuni suggerimenti relativi alla suddivisione dei contratti nella sera

del 5 giugno 2012

I suggerimenti per la soluzione  alle tante richieste dei cittadini

2) nuove norme in aiuti alle piccole, medie e grandi imprese che lavorano sul territorio italiano
3) nuove norme in aiuto al commercio, all’artigianato e alle libere professioni

L’evoluzione  della finanza e di tutte le attività ad  essa correlate, ha determinato l’aumento di società private che sono riuscite ad accentrare un enorme potere economico, ramificato in diversi settori industriali, commerciali e finanziari.

Nel passato, vi era una  maggiore distribuzione di tali poteri, suddivisi in tante aziende, dietro alle quali  le capacità personali dei titolari  e dei loro collaboratori, aveva permesso uno sviluppo sinergico delle loro attività. Tutti, con impegno, iniziativa, fortuna, capacità e volontà  erano riusciti ad ottenere dei soddisfacenti risultati economici.

Oggi, la globalizzazione ha caratterizzato l’accentramento di molti poteri economici, determinando delle variazioni oggettive del nostro vivere quotidiano, ma  soprattutto nelle attività lavorative in genere. Le attuali norme, non garantiscono più l’applicazione di criteri e metodi equi che garantiscano i reciproci interessi.

La nostra vita quotidiana, sia personale che lavorativa, ci impone la necessità di concludere dei rapporti giuridici facendo ormai uso quotidiano dei “contratti”. Gli stessi dovrebbero essere l’accordo tra due o più soggetti, definite le parti del contratto, le quali possono  produrre effetti giuridici (ossia costituire, modificare o estinguere rapporti giuridici), costituendo un atto giuridico o, più precisamente, un negozio giuridico bilateriale o plurilaterale.

Ma è proprio cosi? nel nostro vivere quotidiano quando necessitiamo di un contratto, possiamo veramente definirlo un accordo tra le parti? o spesso ci viene presentato un contratto già stabilito, sul quale non possiamo avere nessun potere contrattuale o decisionale salvo quello di non accettarlo?

Non è mia intenzione, denigrare tutti i contratti che ci propongono, perché riconosco che alcuni sono equi e di buon senso, ma spesso non è così.

Allora, per aiutare i cittadini, le imprese, il commercio e le libere professioni occorre anche in questa circostanza riconoscere lo stato dell’arte giuridica che disciplina i contratti e modificarla nell’interesse reciproco delle parti, con regole blindate, eque e di buon senso, alle quali, entrambi i contraenti si devono attenere. Si dovrà ovviamente, prevedere la possibilità di una personalizzazione del contratto in relazione alla natura dell’oggetto da contrattualizzare, eliminando però la possibilità di costituire le cosiddette clausole vessatorie.

Si dovranno  definire tutta una serie di contratti che dovrebbero a mio parere, acquisire  alcune  peculiarità dei diritti reali, secondo cui si applica il principio di assolutezza e cioè, che possono essere fatti valere erga omnes, contro tutti  secondo canoni stabiliti dalla legge.

Prima di inoltrarmi nell’analisi delle varie tipologie contrattuali, che dovranno modificare e/o integrare le attuali leggi che già ne disciplinano l’uso, occorre evidenziare la complementare necessità di introdurre dei sistemi semplici ma certi, per tutelare le parti adempienti e sanzionare con modi e tempi altrettanto certi tutti i soggetti inadempienti.

Dobbiamo dividere i contratti in tre grandi categorie

1) I CONTRATTI INDISPENSABILI

2) I CONTRATTI NECESSARI

3) I CONTRATTI FACOLTATIVI

Tutti i contratti dovranno essere disciplinati secondo regole stabilite direttamente dalla legge, lasciando poca discrezionalità tra le parti in relazione alla natura del contratto medesimo;

Nella prima categoria dei  “CONTRATTI INDISPENSABILI” dovranno rientrare tutti quei rapporti giuridici oggi indispensabili per il nostro vivere quotidiano, quali:

– I contratti di servizi; dell’energia elettrica, del riscaldamento, dell’acqua, del telefono, dei servizi bancarie e assicurativi……

– I  contratti non scritti ma che fanno scaturire un rapporto giuridico anche di tipo patrimoniale; relativi all’uso di servizi pubblici, erogati direttamente dagli stessi enti  pubblici o da società in partecipazione e/o private, quali ad esempio: lo smaltimento dei rifiuti  o  l’occupazione del suolo pubblico sulle quali  il cittadino è tenuto inoltre a pagare le relative tasse…….

Nella seconda categoria dei “CONTRATTI NECESSARI” dovranno rientrare tutti quei rapporti giuridici oggi non indispensabili ma comunque necessari per il nostro vivere quotidiano, quali:

– I contratti commerciali tra privati e /o con enti pubblici, inerenti a tutti i settori produttivi, commerciali, professionali e artigianali attinenti a rapporti primari per lo svolgimento professionale delle attività,  i contratti di locazione ecc..

– I  contratti non scritti ma che fanno scaturire un rapporto giuridico anche di tipo patrimoniale; relativi all’uso di servizi pubblici, erogati direttamente dagli stessi enti  pubblici o da società in partecipazione e/o private, quali ad esempio; il servizio ferroviario, aereo, navale, il servizio postale……

Nella terza categoria quella dei “CONTRATTI FACOLTATIVI”, dovranno rientrare tutti quei rapporti giuridici necessari ma facoltativi, poiché non scaturiti da una necessità professionale. Gli stessi, avranno la peculiare funzione di tutelare il cittadino consumatore che si appresta ad acquistare un bene e/o un servizio, con condizioni  contrattuali di buon senso, che implichino una pari reciprocità di comportamento anche da parte del consumatore stesso.

Le tre grandi categorie dovranno essere disciplinate da norme specifiche e sottoposte a criteri di valutazione in relazione al grado di appartenenza.

Per i “CONTRATTI INDISPENSABILI” La valutazione della loro equità, nel rispetto delle norme che dovrebbero disciplinarne l’applicazione, dovrà essere sottoposta ad associazioni di categoria mediante studi legali e/o di consulenza.

Facciamo un esempio: i contratti di servizi dell’energia elettrica, del riscaldamento, della telefonia in genere, redatti secondo le norme, prima di introdurli nel mercato, dovrebbero essere reciprocamente approvati dagli enti e/o aziende proponenti e dalle associazioni di categoria, mediante i propri studi legali.

Le parti, attraverso gli stessi studi aziendali e/o di categoria nel caso delle fattispecie sopra poste ad esempio, saranno i garanti delle eque condizioni contrattuali, nel rispetto delle norme.

In caso di inadempienza di una delle parti, l’ente e/o l’azienda potrà rivalersi nei confronti del cittadino inadempiente tramite i propri studi legali, come reciprocamente, il cittadino potrà rivalersi nei confronti dell’azienda tramite gli studi legali di categoria e/o un proprio legale incaricato.

La novità della norma, dovrà consistere per tutte e tre le nuove grandi categorie dei contratti,  in una nuova e più ampia attribuzione dei poteri legali. Gli stessi, dovranno essere i  garanti dell’equità del contratto e dell’applicazione delle norme che ne disciplinano la funzione. Al legale, dovrà essere attribuito il potere di chiedere l’adempimento del contratto secondo procedimenti definiti, nonché la richiesta di esecuzione delle sanzioni, a carico del soggetto inadempiente senza il necessario ricorso al Giudice.

Le parti, successivamente agli atti legali, potranno sempre far ricorso al Giudice per  richiedere una sentenza finalizzata alla verifica del rispetto delle norme e dell’equità del provvedimento esecutivo del legale. In tali casi, l’attore proponente la verifica della sentenza legale, nel caso in cui soccomba al giudizio, dovrà pagare una multa e le spese processuali, in caso di vittoria, l’altra parte dovrà pagare il doppio di quanto ingiustamente sottratto oltre alle spese processuali.

Il fine della norma che disciplina l’applicazione delle nuove categorie dei contratti, dovrà prevedere: condizioni trasparenti ed eque, nuove e veloci procedure di risarcimento da parte delle persone inadempienti, nuovi e maggiori poteri delle figure professionali legali, la possibilità di ricorrere sempre ad una sentenza del Giudice in caso si ravveda una ingiusta applicazione della norma. Al fine di scoraggiare l’applicazione dei nuovi poteri legali in difformità di quanto stabilito dalla legge, il Giudice potrà applicare severe sanzioni a carico dei soggetti responsabili, sanzionando secondo procedure da definire anche il legale che abbia agito impropriamente.

La visione di questi nuovi poteri esecutivi attribuiti alla professione legale per i soli procedimenti civili, non ritengo che inverta l’importante è indispensabile ruolo del Giudice, il quale rimane il fulcro indipendente e garante, con la sentenza, della corretta applicazione delle norme. Bensì, potrebbe essere una strada che permetta di smaltire e ridurre le infinite cause che intasano la giustizia, garantendo così alle persone fisiche e giuridiche la risoluzione delle controversie in tempi più celeri.

Una giustizia civile veloce, sarà di grande aiuto alle persone e all’esercizio di tutte le funzioni lavorative nel suo complesso.


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